Computo metrico da piantine architettoniche
Computo metrico da piantine architettoniche: guida pratica. Quali disegni servono, come leggi scala e quote, come misuri e quando togli porte e finestre.
· 12 min di lettura
Scritto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. Come lavoriamo

In breve
Computo metrico da piantine architettoniche: guida pratica. Servono pianta, sezioni e particolari: dalla pianta prendi lunghezze e superfici, dalla sezione le altezze. Usa le quote scritte, non il righello, perché una stampa ridotta non è più in scala. Le regole di misura stanno nel prezzario che usi: in quello della Lombardia 2026 dicono anche quando togli porte e finestre.
In questo articolo11 sezioni
- Quali disegni servono per il computo metrico?
- Come si legge la scala di una pianta?
- Perché le quote valgono più del righello?
- Quali misure prendi dalla pianta e quali dalla sezione?
- Vuoto per pieno: quando togli porte e finestre?
- Come fai il computo da una piantina? Un esempio
- Come controlli le quantità prima di fare il prezzo?
- Cosa cambia per la tua impresa
- Cosa fare adesso
- Domande frequenti
- Fonti
Quali disegni servono per il computo metrico?
Qui vediamo il computo metrico dai disegni: come tiri fuori le quantità da quello che ti manda il tecnico, su carta, su PDF o su un file di disegno. Cos'è il computo metrico e come si fa lo spieghiamo in una guida a parte.
| Disegno | Cosa ci misuri | Unità |
|---|---|---|
| Pianta | superfici dei locali, lunghezze di muri e battiscopa, porte e finestre | m², m, pezzi |
| Sezione | altezze dei locali, spessori di solai e massetti, profondità degli scavi | m |
| Prospetto | facciate e finestre viste da fuori | m² |
| Particolari | gli strati e i loro spessori (massetto, isolante, pavimento) | cm |
| Legenda e abaco | simboli, tipi e misure di porte e finestre | pezzi, m² |
Regole del mestiere. L'abaco è la tabella dei serramenti. Le unità di ogni voce le dice il prezzario che usi.
Nei lavori pubblici i disegni del progetto di fattibilità sono «redatti in scala e debitamente quotati» (D.Lgs. 36/2023, Allegato I.7, art. 12, comma 1). Quelli dell'esecutivo sono redatti «nelle opportune scale», sono «debitamente quotati» e devono permettere all'impresa «una corretta esecuzione dei lavori in ogni loro elemento» (art. 25, commi 1 e 3).
I disegni dicono quanto; con cosa e come lo dice il capitolato. Per questo serve anche leggere un capitolato.
Come si legge la scala di una pianta?
La scala è scritta sul disegno, di solito nel cartiglio, il riquadro con i dati del progetto. Il conto:
- a 1:100, un centimetro sulla carta è 1 m;
- a 1:50, un centimetro è 50 cm;
- a 1:200, un centimetro è 2 m.
Per le piante si usano spesso 1:100 e 1:50: è un'abitudine del mestiere. Nei lavori pubblici, per gli edifici, il Codice parla di disegni «nelle scale necessarie» (Allegato I.7, art. 12, comma 3).
Se la pianta è stampata adattandola al foglio, o se il PDF è rimpicciolito, non è più in scala e il righello sbaglia. Te ne accorgi con una quota. In una pianta 1:100 la quota di 5,00 m deve misurare 5 cm: se ne misura 4,5, la stampa è ridotta a circa 1:111 (500 diviso 4,5).
Se leggi quella stampa a 1:100, ogni lunghezza ti viene più corta del 10% e ogni superficie di circa il 19%: 3 cm, che leggeresti come 3,00 m, sono in realtà circa 3,33 m (numeri inventati). Su un PDF o su un file di disegno, prima di misurare tari lo strumento su una quota nota. Sono regole del mestiere.
Perché le quote valgono più del righello?
La quota è la misura scritta dal progettista. Il righello misura il disegno, che può essere stampato male o tracciato a mano. Per regola del mestiere, se non tornano vale la quota.
Controlla anche la catena di quote: le quote parziali di una parete, sommate, devono dare la totale. Se la somma non torna, o se una quota manca, non inventarla: chiedila al tecnico.
Guarda poi se le quote sono al rustico o al finito, cioè senza o con l'intonaco: di solito lo dicono la legenda o le note, e il conto cambia.
Nei «Criteri di misurazione e specifiche tecniche» del prezzario della Lombardia 2026 il pavimento si misura «tra le pareti perimetrali al netto dell’intonaco» (p. 79). Per misurare le murature conta invece lo spessore «nominale al rustico (esclusa finitura ad intonaco) indicato nei disegni di progetto» (p. 68).
Quali misure prendi dalla pianta e quali dalla sezione?
Dalla pianta prendi le superfici locale per locale, le lunghezze (il perimetro per il battiscopa, i tramezzi) e i pezzi. Misurare dalla pianta vuol dire anche sapere che unità chiede ogni voce. Nei criteri lombardi del 2026:
- pavimenti e massetti vanno a m², sulla superficie effettiva (pp. 77 e 79);
- le porte interne di misura standard si contano a pezzo; quelle fuori standard a m², con un minimo di 2 m² a porta; quelle in metallo (ferro, acciaio) a peso, in kg (p. 113);
- il portoncino d'ingresso ha un capitolo suo: se è largo da 90 a 100 cm e alto da 210 a 220 cm è standard, e si conta a pezzo (p. 117);
- le finestre vanno a m², sulla «luce netta architettonica del vano»; quelle in legno si misurano su una faccia, lungo il perimetro esterno dei telai, e quelle in metallo, tranne le leghe leggere come l'alluminio, a peso (p. 121).
Dalla sezione prendi le altezze. Una parete è la lunghezza in pianta per l'altezza in sezione; un volume è la superficie in pianta per lo spessore o la profondità in sezione.
Per scavi e getti, nei criteri lombardi del 2026 gli scavi in trincea vanno a m³ e «saranno valutati sempre come se eseguiti a pareti verticali»: superficie di base del manufatto per profondità media di progetto (p. 10). Le fondazioni vanno sul «volume geometrico teorico di conglomerato cementizio» (p. 474).
Vuoto per pieno: quando togli porte e finestre?
Vuoto per pieno vuol dire misurare la parete intera, come se porta o finestra non ci fossero. Nel prezzario della Lombardia 2026, per intonaci e pitture sui muri spessi, è «a compenso» del lavoro su spalle e squarci del vano (pp. 73 e 94).
Le regole cambiano da lavorazione a lavorazione e da prezzario a prezzario: le «norme di misurazione delle lavorazioni» stanno nelle norme generali di ogni prezzario regionale (D.Lgs. 36/2023, Allegato I.14, art. 2, comma 4). Qui sotto quelle del prezzario della Lombardia 2026, scritte per le stime «negli appalti pubblici» (p. 1).
| Lavorazione | Unità | Si toglie il vuoto |
|---|---|---|
| Tramezzi (posa) | m² | sì, solo oltre 1 m² (p. 68) |
| Intonaco su tramezzi o soffitti | m² | sì, oltre 1 m² (p. 73) |
| Intonaco interno, muri oltre 15 cm | m² | no, fino a 4 m² (p. 73) |
| Intonaco, muri oltre una testa | m² | sì, oltre 4 m² (p. 73) |
| Pittura su tramezzi sottili | m² | sì, tutti (p. 94) |
| Pittura interna, muri perimetrali oltre una testa | m² | no, fino a 4 m² (p. 94) |
| Rivestimenti in piastrelle | m² | sì, oltre 0,25 m² (p. 88) |
| Battiscopa | m | non quelli sotto 0,5 m (p. 97) |
Fonte: Regione Lombardia, Prezzario dei lavori pubblici 2026, «Criteri di misurazione e specifiche tecniche», numerazione stampata. Per i casi particolari vale la descrizione della singola voce (p. 1). Le altre Regioni hanno regole loro.
Da sola la misura del vuoto non decide: contano la lavorazione e il muro. Nell'esempio qui sotto, con le regole della Lombardia 2026, una porta di 1,68 m² si toglie dal tramezzo (soglia 1 m², p. 68), mentre una finestra di 1,80 m² non si toglie dall'intonaco di un muro di 30 cm (vuoto per pieno fino a 4 m², p. 73).
I pavimenti non sono in tabella: per i loro vuoti la pagina lombarda dei pavimenti scrive due soglie diverse (p. 79). Se c'è un vuoto nel pavimento, chiedi al tecnico quale usa.
Con i prezzi della Lombardia 2026, per pavimenti, rivestimenti in piastrelle e battiscopa lo sfrido non si aggiunge alle quantità. Per i pavimenti, l'onere di sfridi e tagli «è da ritenersi compensato nel prezzo unitario» e «non darà luogo a misurazioni supplementari» (p. 79). Rivestimenti in piastrelle e battiscopa hanno già nel prezzo una «maggiorazione della risorsa materiale pari al 5%» (pp. 88 e 97). Se usi quei prezzi e lo aggiungi anche alle quantità, lo conti due volte.
Come fai il computo da una piantina? Un esempio
Il computo metrico da piantine architettoniche segue sempre gli stessi passi:
- Metti in fila i disegni e controlla la scala con una quota.
- Dai un nome a ogni locale e a ogni muro.
- Per ogni voce scrivi una riga di misura, con il disegno da cui viene.
- Applica la regola del prezzario che usi.
- Somma le righe di ogni voce.
Il passo 3 è quello che il Codice chiede nei lavori pubblici: le quantità totali sono «ricavate da computi di quantità parziali, con indicazione puntuale dei corrispondenti elaborati grafici» (Allegato I.7, art. 31, comma 1).
Ecco un esempio inventato, con le regole della Lombardia 2026: una pianta 1:100 con due stanze affiancate. La legenda dice che le quote interne sono già al netto dell'intonaco; la sezione dà l'altezza dei locali, 2,70 m.
- Soggiorno di 5,00 × 4,00 m, con la porta d'ingresso di 0,90 × 2,10 m.
- Camera di 3,50 × 4,00 m, con una finestra di 1,20 × 1,50 m nel muro esterno da 30 cm, sul lato da 3,50 m.
- Fra le due stanze, un tramezzo nuovo lungo 4,00 m con una porta di 0,80 × 2,10 m.
Le righe di misura:
- Pavimento: 5,00 × 4,00 = 20,00 m², più 3,50 × 4,00 = 14,00 m², fa 34,00 m². Non ci sono vuoti. Per semplicità la striscia sotto le porte non la contiamo, anche se la regola lombarda la comprende nella misura (p. 79).
- Battiscopa: soggiorno 2 × (5,00 + 4,00) = 18,00 m, meno le due porte (0,80 e 0,90 m), fa 16,30 m; camera 2 × (3,50 + 4,00) = 15,00 m, meno la porta (0,80 m), fa 14,20 m. In tutto 30,50 m. La regola dice solo che non si tolgono i vuoti sotto 0,5 m (p. 97): le porte sono più larghe e le togliamo. La finestra non interrompe il battiscopa.
- Tramezzo: 4,00 × 2,70 = 10,80 m², meno la porta (0,80 × 2,10 = 1,68 m²), fa 9,12 m². Per semplicità usiamo l'altezza del locale. La porta si toglie perché supera 1 m² (p. 68).
- Intonaco del muro esterno della camera, lato interno: 3,50 × 2,70 = 9,45 m². La finestra (1,20 × 1,50 = 1,80 m²) non si toglie: il muro è di 30 cm, quindi oltre 15 cm, e l'apertura non supera 4 m². Vale il vuoto per pieno, «a compenso dell’onere di intonacatura delle riquadrature dei vani (es. spalle, sguinci e voltini)» (p. 73).
- Porte: 2 pezzi. La porta interna la supponiamo in legno e di misura standard (p. 113); il portoncino d'ingresso, a 0,90 × 2,10 m, rientra nelle misure standard del suo capitolo (p. 117).
- Finestra: 1,80 m² di luce netta del vano (p. 121). La supponiamo in alluminio: per le finestre in legno o in ferro la stessa pagina ha regole sue.
Le spalle della finestra non le aggiungiamo: quella frase le dice compensate. La stessa pagina però dice anche che le spalle larghe più di 5 cm «saranno valutate» (p. 73), senza spiegare come le due regole stanno insieme. Su un lavoro vero, chiedilo al tecnico.
| Voce | Quantità | Da dove |
|---|---|---|
| Pavimento | 34,00 m² | pianta |
| Battiscopa | 30,50 m | pianta |
| Tramezzo | 9,12 m² | pianta e sezione |
| Intonaco muro camera | 9,45 m² | pianta e sezione |
| Porte | 2 pezzi | abaco |
| Finestra | 1,80 m² | abaco |
Misure inventate. Regole: Regione Lombardia, Prezzario 2026, «Criteri di misurazione e specifiche tecniche», pp. 68, 73, 79, 97, 113, 117 e 121.
L'esempio si ferma alle quantità: per i prezzi, vedi da dove vengono i prezzi unitari.
Come controlli le quantità prima di fare il prezzo?
Prima di mettere i prezzi, rifai tre conti:
- il pavimento torna con la somma dei locali;
- il battiscopa con i perimetri meno le porte;
- le pareti con la lunghezza per l'altezza.
Se le tue quantità e quelle del tecnico non tornano, prima dell'errore di misura cerca la regola: un vuoto tolto o lasciato cambia i metri di tutta la voce.
Nei lavori pubblici chi verifica il progetto controlla che gli elementi del computo metrico estimativo «comprendano tutte le opere previste nella documentazione prestazionale e capitolare e corrispondano agli elaborati grafici e descrittivi». E che «i metodi di misura delle opere siano usuali o standard» (D.Lgs. 36/2023, Allegato I.7, art. 40, comma 2, lettera f, numeri 5 e 6). Sono due controlli che puoi fare anche tu.
Le misure prese a occhio sono fra gli errori nei preventivi. Gli errori nel computo metrico si trovano rifacendo il conto riga per riga, anche quando usi l'AI per stimare le quantità dalle piantine.
Cosa cambia per la tua impresa
Nel computo metrico da piantine architettoniche decidi quanto lavoro metti nel prezzo. Una quantità sbagliata è un prezzo sbagliato su tutta la voce, come spieghiamo nella guida al computo metrico. E la quantità può essere sbagliata anche con le misure giuste, se la regola è un'altra.
Se il computo te lo manda il tecnico, ricontrolla le quantità sui disegni prima di metterci i prezzi: il preventivo edile poi lo firmi tu.
Misura con le regole del prezzario da cui prendi i prezzi, e se cambi prezzario ricontrolla anche le misure.
Ogni progetto ha le sue note e le sue quote: per il tuo lavoro, chiedi al tecnico che ha fatto il progetto.
Cosa fare adesso
Prima di fare il prezzo sulla prossima piantina:
- Chiedi al tecnico pianta, sezioni, particolari e abaco dei serramenti, con la scala scritta.
- Controlla la scala con una quota, prima di misurare.
- Apri le regole di misura del tuo prezzario regionale, dell'anno giusto. Quello della Lombardia 2026 vale fino al 31/12/2026, e fino al 30/06/2027 solo per i progetti a base di gara approvati entro quella data (D.G.R. n. XII/6071 del 27/04/2026).
- Scrivi ogni misura su una riga, con il disegno e la regola.
- Rimisura le voci più grandi e fai rifare il conto a un'altra persona.
- Se una quota manca o non torna, chiedila al tecnico prima di mandare l'offerta.
Domande frequenti
Posso fare il computo da una piantina senza quote?
Solo se la stampa è in scala e l'hai controllata con una misura che conosci, per esempio la larghezza di una porta scritta nell'abaco. Il righello resta meno sicuro di una quota: per regola del mestiere, prima del prezzo chiedi al tecnico le quote che mancano.
Che scala ha una pianta?
È scritta sul disegno, di solito nel cartiglio. Per le piante di un edificio si usano spesso 1:100 e 1:50, per abitudine del mestiere: a 1:100 un centimetro sulla carta è un metro, a 1:50 mezzo metro. Prima di misurare, controllala con una quota.
Cosa vuol dire vuoto per pieno?
Vuol dire misurare la parete intera, come se porte e finestre non ci fossero. Nel prezzario della Lombardia 2026 gli intonaci interni sui muri oltre 15 cm si misurano così per le aperture fino a 4 m², a compenso dell'intonaco di spalle, sguinci e voltini (Criteri di misurazione, p. 73). Le altre Regioni hanno regole loro.
Si può misurare su un PDF?
Sì, se il PDF è in scala. Prima di misurare, tari lo strumento di misura su una quota nota e controlla che una seconda quota torni. Un PDF rimpicciolito non è più in scala: lì usa le quote scritte e chiedi al tecnico quelle che mancano.
Fonti
- Normattiva D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36, Codice dei contratti pubblici, Allegato I.7 (artt. 12, 25, 31, 40) e Allegato I.14 (art. 2). Testo in vigore dal 31/12/2024, atto aggiornato all'11/08/2026, controllato il 16/10/2026; gli allegati si aprono dall'albero «Allegati»
- Regione Lombardia D.G.R. n. XII/6071 del 27/04/2026, aggiornamento 2026 del prezzario dei lavori pubblici
- Regione Lombardia Prezzario 2026, «Criteri di misurazione e specifiche tecniche», allegato G: pp. 1, 10, 68, 73, 77, 79, 88, 94, 97, 113, 117, 121 e 474 (numerazione stampata; nel PDF è la pagina dopo)
Come è nato questo articolo
Abbiamo preparato questo articolo con l'aiuto di strumenti di intelligenza artificiale, partendo solo dagli atti ufficiali elencati nelle Fonti. Prima di pubblicarlo, una persona della Redazione Cantieri Hub l'ha letto per intero e ha controllato i fatti sulle fonti. La responsabilità di quello che pubblichiamo è di Cantieri Hub. Anche l'immagine di copertina è fatta con l'intelligenza artificiale, come dice l'etichetta «AI» nell'angolo: non è una foto vera.
L'articolo spiega la norma in generale: per il tuo caso chiedi al tuo commercialista, al consulente del lavoro o a un avvocato. Hai visto un errore? Scrivi a info@cantierihub.com: lo correggiamo e lo diciamo in cima all'articolo. Come lavoriamo



