Prezzario regionale 2026: guida per imprese
Prezzario regionale 2026: cos'è, chi lo deve usare, quando esce e fino a quando vale, come si legge una voce, cosa conta per lavori privati e bonus.
· 12 min di lettura

In breve
Il prezzario regionale 2026 è l'elenco prezzi che regioni e province autonome preparano con gli uffici territoriali del Ministero delle infrastrutture. Nelle opere pubbliche va usato per fissare in modo definitivo il «limite di spesa» (D.Lgs. 36/2023, Allegato I.14, art. 4, comma 1). I prezzari «sono messi a disposizione a titolo gratuito sui siti istituzionali» (art. 1, comma 2).
In questo articolo14 sezioni
- Cos'è il prezzario regionale?
- Quando esce il prezzario 2026 e fino a quando vale?
- Dove si scarica il prezzario della tua regione?
- Chi deve usare il prezzario regionale?
- È obbligatorio anche nei lavori privati?
- Serve per i bonus edilizi?
- Come si legge una voce del prezzario?
- Cosa c'è nel prezzo: spese generali e utile?
- E se la voce che ti serve non c'è?
- Cosa cambia nel 2026 con la legge di bilancio?
- Cosa cambia per la tua impresa
- Cosa fare adesso
- Domande frequenti
- Fonti
Cos'è il prezzario regionale?
I prezzari regionali sono redatti «dalle regioni e dalle province autonome territorialmente competenti, di concerto con le articolazioni territoriali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti», e «Il prezzario opera come strumento posto a supporto dell'intera filiera degli appalti pubblici» (D.Lgs. 36/2023, Allegato I.14, art. 1, comma 1).
Dentro ci sono lavorazioni e risorse (art. 2): la lavorazione è «il risultato di un insieme di lavori necessari a realizzare un'opera», per esempio un massetto steso; le risorse sono manodopera, attrezzature (noli e trasporti) e prodotti.
Quando esce il prezzario 2026 e fino a quando vale?
La regola nazionale è per le regioni: la raccolta dei costi si chiude «entro il 31 ottobre», per aggiornare il prezzario «entro il 31 dicembre dell'anno precedente a quello di riferimento» (Allegato I.14, art. 3, comma 9).
«I prezzari cessano di avere validità al 31 dicembre di ogni anno e possono essere transitoriamente utilizzati fino al 30 giugno dell'anno successivo per i progetti a base di gara la cui approvazione sia intervenuta entro tale data» (art. 4, comma 2). È una regola per le gare pubbliche.
Nel 2026 le regioni non sono partite insieme. Sei esempi:
| Regione | Atto | Vale dal |
|---|---|---|
| Toscana | DGR 1676 del 15/12/2025 | 1° gennaio 2026 |
| Emilia-Romagna | DGR 2231 del 22/12/2025 | 1° marzo 2026 |
| Lombardia | DGR XII/6071 del 27/04/2026 | giorno di uscita sul BURL |
| Friuli VG | DGR 728 del 22/05/2026 | 1° luglio 2026 |
| Piemonte | DGR 12-2656 del 09/06/2026 | giorno dopo l'uscita sul BU |
| Veneto | DGR 486 del 09/06/2026 | 1° luglio 2026 |
Fonte: delibere delle Giunte regionali; per il Friuli Venezia Giulia la pagina ufficiale della Regione. Lombardia: BURL n. 19 del 4 maggio 2026, secondo la pagina della Regione. Sono esempi: per la tua regione, guarda il suo sito.
Toscana, Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte scrivono che il prezzario 2026 smette di valere il 31 dicembre 2026 e si può usare fino al 30 giugno 2027 per i progetti a base di gara approvati entro quella data.
Toscana e Piemonte aggiungono una condizione sui «tre mesi successivi»: in Toscana per pubblicare il bando o spedire le lettere d'invito, in Piemonte per porre il progetto a base della procedura di affidamento.
La Sicilia, per il 2026, non ha fatto un prezzario nuovo: con il decreto assessoriale n. 3/Gab del 6 marzo 2026 ha prorogato «fino al 31 dicembre 2026» il Prezzario unico regionale adottato il 17 gennaio 2024. La proroga vale «dal giorno successivo alla pubblicazione sui siti istituzionali» dell'Assessorato e del Dipartimento Regionale Tecnico.
Dove si scarica il prezzario della tua regione?
La versione ufficiale è «esclusivamente» quella pubblicata sul Bollettino Ufficiale Regionale (BUR), sul sito della regione e del Ministero delle infrastrutture, tramite il Servizio Contratti Pubblici (Allegato I.14, art. 4, comma 5). Le pagine delle regioni della tabella:
- Toscana: Prezzario dei Lavori 2026
- Emilia-Romagna: Elenco regionale dei prezzi
- Lombardia: Prezzario regionale dei lavori pubblici
- Friuli Venezia Giulia: Prezzario regionale dei lavori pubblici
- Piemonte: Bollettino Ufficiale n. 23 del 2026, supplemento n. 2
- Veneto: Prezzario regionale
Chi deve usare il prezzario regionale?
Chi progetta e manda in gara un lavoro pubblico. Per i contratti di lavori il costo di prodotti, attrezzature e lavorazioni si determina «facendo riferimento ai prezzi correnti alla data dell'approvazione del progetto riportati nei prezzari aggiornati predisposti annualmente dalle regioni e dalle province autonome» (D.Lgs. 36/2023, art. 41, comma 13, terzo periodo).
Lo stesso periodo ammette i prezzari delle stazioni appaltanti e degli enti concedenti «espressamente autorizzati» dal Ministero delle infrastrutture a non applicare quelli regionali. Per la tua impresa vuol dire che i prezzi della gara vengono dai prezzari regionali o da quelli autorizzati.
In gara, poi, «I costi della manodopera e della sicurezza sono scorporati dall'importo assoggettato al ribasso», ma «Resta ferma la possibilità per l'operatore economico di dimostrare che il ribasso complessivo dell'importo deriva da una più efficiente organizzazione aziendale» (art. 41, comma 14, secondo e terzo periodo).
È obbligatorio anche nei lavori privati?
Le norme viste finora parlano di appalti pubblici. Fra privati vale il Codice civile, e fra le norme lette per questa guida nessuna rende obbligatorio il prezzario regionale in un contratto fra privati: prima conta quello che decidete tu e il cliente. Se decidete di usarlo come riferimento, scrivetelo nel contratto.
L'appalto è il contratto con cui l'impresa fa un'opera «verso un corrispettivo in danaro» (art. 1655). Sul prezzo l'art. 1657 dice: «Se le parti non hanno determinato la misura del corrispettivo né hanno stabilito il modo di determinarla, essa è calcolata con riferimento alle tariffe esistenti o agli usi; in mancanza, è determinata dal giudice.» L'articolo non nomina i prezzari.
Per il tuo contratto, chiedi al tuo consulente.
Serve per i bonus edilizi?
Nei bonus i prezzari entrano quando il tecnico abilitato assevera la congruità delle spese. Il Decreto Rilancio dice: «Ai fini dell'asseverazione della congruità delle spese si fa riferimento ai prezzari individuati dal decreto di cui al comma 13, lettera a), nonché ai valori massimi stabiliti, per talune categorie di beni, con decreto del Ministro della transizione ecologica» (D.L. 34/2020, art. 119, comma 13-bis, terzo periodo).
Per gli interventi dell'art. 121, comma 2, se si sceglie la cessione del credito o lo sconto in fattura, «i tecnici abilitati asseverano la congruità delle spese sostenute secondo le disposizioni dell'articolo 119, comma 13-bis» (art. 121, comma 1-ter, lettera b).
Il comma non si applica alle opere di edilizia libera e agli interventi «di importo complessivo non superiore a 10.000 euro», tranne quelli di recupero o restauro della facciata esterna dell'art. 1, comma 219, della legge 160/2019 (art. 121, comma 1-ter, ultimo periodo).
Il decreto del comma 13, lettera a) è il D.M. 6 agosto 2020: il punto su prezzari e DEI è sostituito dal D.M. 14 febbraio 2022 (art. 4, comma 1, lettera c), anche decreto dei valori massimi. Come si legga oggi il rimando dell'art. 119, le norme lette non lo chiariscono.
Nel D.M. 14 febbraio 2022 prezzari regionali e DEI compaiono insieme: «Per le tipologie di intervento non ricomprese nell'allegato A», l'asseverazione certifica il rispetto dei costi massimi calcolati con i prezzari delle regioni, i listini delle camere di commercio o «i prezziari pubblicati dalla casa editrice DEI» (art. 3, comma 4).
Quali bonus valgono nel 2026 qui non lo trattiamo. Per il tuo caso, chiedi al tecnico che assevera o al tuo commercialista.
Come si legge una voce del prezzario?
Le lavorazioni sono ordinate per livelli, che l'Allegato I.14 elenca «A titolo indicativo»: tipologia, capitolo, voce, articolo (art. 2, comma 2).
Per collegare fra loro i prezzari regionali, l'Allegato I.14 prevede codici con un «prefisso», che indica la regione, e «un numero di due cifre che indica l'anno a cui fanno riferimento i prezzi» (art. 2, comma 6).
Non tutti i prezzari lo scrivono nel codice della voce (nell'elenco 2026 dell'Emilia-Romagna, per esempio, no): in Lombardia sì, e «LOM261» vuol dire Lombardia, 2026, prima edizione.
Una voce del prezzario della Lombardia 2026:
| Colonna | Cosa dice | Nel massetto |
|---|---|---|
| Declaratoria | cos'è il lavoro | massetto cementizio di 5 cm per pavimenti sottili in ceramica, gres o marmo |
| U.M. | unità di misura | 1 m² |
| Prezzo | con spese generali e utile | 19,05 € |
| Importo senza S.G. e U.I. | senza spese generali e utile | 15,06 € |
Fonte: Regione Lombardia, Prezzario regionale dei lavori pubblici 2026, Parte 1, p. 438, voce LOM261.
Quello della Lombardia è un prezzario delle opere pubbliche, per cantieri «di media o grande entità, con normale difficoltà di esecuzione» (guida alla lettura). La voce scrive anche cosa resta fuori: «Escluso: installazione pompa autocarrata».
Per tutti i prezzari regionali, i prezzi si riferiscono «esclusivamente agli interventi così come descritti», e gli importi delle opere connesse o complementari, se non è indicato diversamente, vanno «determinati e computati separatamente» (Allegato I.14, art. 4, comma 4).
Per mettere le voci del prezzario in un computo, leggi come si fa un computo metrico.
Cosa c'è nel prezzo: spese generali e utile?
Per l'Allegato I.14 il prezzo di una lavorazione nasce da un'analisi (art. 5, commi 2 e 3):
- alle quantità di prodotti, attrezzature e manodopera che servono si applicano i loro costi elementari: è il costo tecnico;
- si aggiungono le spese generali, «definite tra il 13 per cento e il 17 per cento»;
- si aggiunge «una percentuale del 10 per cento per l'utile dell'esecutore».
L'utile si calcola su costo più spese generali: il prezzo vale da 1,243 a 1,287 volte il costo tecnico (art. 5, il primo dei due commi 4).
Nei prezzari 2026 letti per questa guida le spese generali sono al 15% in Lombardia (16 o 17% per i cantieri più complessi) e al 16% in Toscana, Emilia-Romagna e Piemonte. Il massetto della Lombardia torna al centesimo: 15,06 € × 1,15 × 1,10 = 19,05 € al m².
Le spese generali sono a carico dell'impresa: fra le altre, sede, direzione tecnica di cantiere, impianto e smontaggio del cantiere, trasporti, attrezzi e opere provvisionali, cauzione e polizze (art. 5, secondo comma 5). Ci sono anche gli oneri aziendali della sicurezza, quelli dei rischi propri della tua attività (art. 5, comma 7).
Fanno eccezione le voci della tipologia «Sicurezza»: i loro importi comprendono «unicamente la quota relativa alle spese generali».
Se sono inserite nei documenti di sicurezza del progetto (PSC, DUVRI o stima della stazione appaltante), non si ribassano: «La quota di utile di impresa (10 per cento) è sempre esclusa in quanto i costi per la sicurezza non sono soggetti, per legge, a ribasso d'asta» (art. 5, comma 9).
Quel 10% è la regola del prezzario: quanto guadagni tu su quel lavoro dipende dai tuoi costi veri.
E se la voce che ti serve non c'è?
Sono due casi diversi, tutti e due dei lavori pubblici.
Se manca la voce, resta «nella facoltà del progettista la formulazione di prezzi aggiuntivi, previa apposita analisi prezzi» (Allegato I.14, art. 5, comma 6).
Per il progetto esecutivo l'Allegato I.7 dice come (art. 31, comma 2): il prezzo delle voci mancanti «viene determinato mediante analisi», con prezzi elementari «dedotti attraverso l'utilizzo, ove esistenti, dei prezzari predisposti dalle regioni e dalle province autonome territorialmente competenti, ovvero da listini ufficiali o dai listini delle locali camere di commercio, oppure, in difetto, dai prezzi correnti di mercato».
Poi si aggiungono dal 13 al 17% di spese generali e il 10% di utile (Allegato I.7, art. 31, comma 2).
Se manca il prezzario aggiornato, vale l'art. 41, comma 13, ultimo periodo, del Codice: «In mancanza di prezzari aggiornati, il costo è determinato facendo riferimento ai listini ufficiali o ai listini delle locali camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura oppure, in difetto, ai prezzi correnti di mercato in base al luogo di effettuazione degli interventi.»
Cosa cambia nel 2026 con la legge di bilancio?
La legge di bilancio 2026 prevede un prezzario nazionale, da definire con un decreto del Ministro delle infrastrutture «da adottare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge» (L. 199/2025, art. 1, comma 487).
Il prezzario nazionale «opera quale strumento di supporto alla definizione dei prezzari adottati dalle regioni». Le regioni «motivano, in sede di adozione dei prezzari, eventuali scostamenti» (stesso comma).
Per i vecchi appalti pubblici di lavori, «sulla base di offerte, con termine finale di presentazione entro il 30 giugno 2023», cambia il SAL.
Per le lavorazioni eseguite, contabilizzate o annotate nel libretto delle misure «dal 1° gennaio 2026 fino alla data di fine lavori» si applicano i prezzari delle regioni o, dove si applicano, i prezzari speciali adottati con l'autorizzazione del Ministero delle infrastrutture, «in aumento o in diminuzione rispetto ai prezzi posti a base di gara, al netto dei ribassi formulati in sede di offerta» (L. 199/2025, art. 1, comma 490).
I maggiori importi «sono riconosciuti dalla stazione appaltante, a valere sulle risorse individuate ai sensi dei commi 492 e 493»: al 90% per i contratti con termine finale di presentazione delle offerte entro il 31 dicembre 2021, all'80% per quelli con termine fra il 1° gennaio 2022 e il 30 giugno 2023 (stesso comma).
Vale solo per quei contratti pubblici. Per il tuo contratto, chiedi al tuo consulente.
Per vedere come si muovono i prezzi delle costruzioni, guarda i prezzi delle costruzioni ISTAT di agosto 2026.
Cosa cambia per la tua impresa
Nelle gare pubbliche di lavori i prezzi del progetto vengono dai prezzari regionali o da quelli delle stazioni appaltanti autorizzate dal Ministero (Codice dei contratti, art. 41, comma 13). Il tuo ribasso parte da quei prezzi: se non sai quanto ti costa davvero una voce, non sai fin dove puoi scendere.
Guarda l'anno. Per i progetti a base di gara approvati entro il 30 giugno si può usare ancora il prezzario dell'anno prima (Allegato I.14, art. 4, comma 2): in una gara del 2026 puoi trovare prezzi del 2025.
Se in un preventivo parti da un prezzo del prezzario, spese generali e utile ci sono già (nelle voci della sicurezza solo le spese generali). Non aggiungerli una seconda volta.
Cosa fare adesso
- Scarica il prezzario 2026 della tua regione dal sito ufficiale e segnati l'atto e da quando vale.
- Prima delle voci leggi le norme generali: misure, spese generali, criteri di analisi.
- Per le voci che usi di più tieni separati costo e prezzo: il costo è quello da mettere accanto ai tuoi.
- In una gara controlla quale prezzario e quale anno usa il progetto: nei prezzari che lo scrivono nel codice, come quello della Lombardia, lo leggi nel prefisso.
- Con un cliente privato, se usate il prezzario come riferimento, scrivete nel contratto quale prezzario e quale anno: è un consiglio pratico per non discutere dopo, non un obbligo delle norme lette.
- Se hai un vecchio appalto pubblico in corso, porta il contratto al tuo consulente prima del prossimo SAL.
Domande frequenti
Il prezzario regionale 2026 è gratis?
Sì. Per il Codice dei contratti i prezzari «sono messi a disposizione a titolo gratuito sui siti istituzionali», in particolare quello della regione e quello del Ministero delle infrastrutture (Allegato I.14, art. 1, comma 2). I prezzari regionali sono anche in formato open data.
I prezzi del prezzario sono con l'IVA?
No. «Tutti i prezzi pubblicati sono al netto dell'IVA» (Allegato I.14, art. 3, comma 13). Dentro ci sono le spese generali e il 10% di utile, tranne nelle voci della sicurezza, che hanno solo le spese generali. In un preventivo l'IVA va aggiunta a parte: per l'aliquota del tuo lavoro, chiedi al tuo commercialista.
Prezzario regionale o DEI: quale si usa?
Il prezzario regionale lo preparano regioni e province autonome con il Ministero delle infrastrutture, ed è gratuito (Allegato I.14, art. 1). Nei bonus il D.M. 14 febbraio 2022 nomina i prezzari della casa editrice DEI, accanto a quelli regionali, «Per le tipologie di intervento non ricomprese nell'allegato A» (art. 3, comma 4). Per il tuo caso, chiedi al tecnico che assevera.
Il prezzario serve per la revisione dei prezzi?
Nei contratti di lavori del Codice 2023, per la variazione dei costi «si utilizzano» gli «indici sintetici individuati ai sensi del comma 4-quater» (D.Lgs. 36/2023, art. 60, comma 3). Nei vecchi appalti pubblici con termine per le offerte entro il 30 giugno 2023, i SAL delle lavorazioni dal 1° gennaio 2026 si fanno con i prezzari regionali o, dove si applicano, con i prezzari speciali (L. 199/2025, art. 1, comma 490).
Fonti
- Normattiva D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36, Codice dei contratti pubblici, Allegato I.14 (artt. 1-5) e Allegato I.7 (art. 31), dall'albero «Allegati». Testo vigente controllato l'08/10/2026
- Normattiva, D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36, Codice dei contratti pubblici Art. 41
- Normattiva, D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36, Codice dei contratti pubblici Art. 60
- Normattiva L. 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, commi 487 e 490
- Regione Toscana DGR n. 1676 del 15/12/2025, Prezzario dei Lavori 2026
- Regione Emilia-Romagna DGR n. 2231 del 22/12/2025, Elenco regionale dei prezzi 2026
- Regione Friuli Venezia Giulia Prezzario regionale dei lavori pubblici, edizione 2026
- Regione del Veneto DGR n. 486 del 09/06/2026, BUR n. 75 del 12/06/2026
- Regione Piemonte D.G.R. n. 12-2656 del 09/06/2026, B.U. n. 23, S.O. n. 2, dell'11/06/2026
- Regione Siciliana D.A. n. 3/Gab del 06/03/2026, proroga del Prezzario unico regionale
Come è nato questo articolo
Abbiamo preparato questo articolo con l'aiuto di strumenti di intelligenza artificiale, partendo solo dagli atti ufficiali elencati nelle Fonti. Prima di pubblicarlo, una persona della Redazione Cantieri Hub l'ha letto per intero e ha controllato i fatti sulle fonti. La responsabilità di quello che pubblichiamo è di Cantieri Hub. Anche l'immagine di copertina è fatta con l'intelligenza artificiale, come dice l'etichetta «AI» nell'angolo: non è una foto vera.
L'articolo spiega la norma in generale: per il tuo caso chiedi al tuo commercialista, al consulente del lavoro o a un avvocato. Hai visto un errore? Scrivi a info@cantierihub.com: lo correggiamo e lo diciamo in cima all'articolo. Come lavoriamo



