Spese generali e utile d'impresa 2026
Spese generali e utile d'impresa 2026: quanto valgono nei prezzari, regione per regione, cosa c'è dentro e cosa vuol dire importo senza S.G. e U.I.
· 11 min di lettura
Scritto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. Come lavoriamo

In breve
Spese generali e utile d'impresa 2026: nei prezzari regionali il prezzo è il costo, più le spese generali fra il 13 e il 17%, più il 10% di utile su costo e spese generali (Allegato I.14, art. 5). L'«importo senza S.G. e U.I.» è il costo: in Lombardia, prezzo diviso 1,265. Nel privato le percentuali le decidi tu, col cliente.
In questo articolo12 sezioni
- Cosa sono le spese generali e l'utile d'impresa?
- Quanto valgono spese generali e utile d'impresa nel 2026?
- Quanto valgono regione per regione?
- Cosa vuol dire "importo senza S.G. e U.I."?
- Come passi dal prezzo al costo, e ritorno?
- Come si contano le voci della sicurezza?
- Cosa c'è dentro le spese generali?
- E in un lavoro privato?
- Cosa cambia per la tua impresa
- Cosa fare adesso
- Domande frequenti
- Fonti
Cosa sono le spese generali e l'utile d'impresa?
Per la legge sui prezzari regionali il prezzo di una lavorazione nasce da un'analisi. Al costo tecnico, cioè manodopera, prodotti da costruzione e attrezzature, si aggiungono le spese generali, che la legge chiama «costo indiretto», e l'utile d'impresa, il «costo figurativo» (D.Lgs. 36/2023, Allegato I.14, art. 5, c. 2, in vigore dal 1° aprile 2023).
Detto semplice, le spese generali sono le spese a carico dell'impresa che la legge elenca, come la quota della sede o l'impianto del cantiere. L'utile è il guadagno che il prezzo riconosce a chi esegue il lavoro.
Per chi fa un computo o un'offerta vuol dire che, quando prendi dal prezzario il prezzo di una lavorazione, spese generali e utili di impresa ci sono già dentro e non vanno aggiunti in fondo. Le voci della sicurezza sono un caso a parte: le trovi più sotto.
Come si legge un prezzario lo spiega la guida al prezzario regionale 2026.
Attenzione al nome: qui non parliamo delle spese generali che leggi nel bilancio della tua azienda. Parliamo della percentuale che le norme sui prezzari mettono nel prezzo di ogni voce: copre un elenco preciso di spese, fra cui anche una quota delle spese della tua sede.
Quanto valgono spese generali e utile d'impresa nel 2026?
Per l'Allegato I.14 del Codice dei contratti pubblici, che dà i criteri per fare i prezzari regionali, le spese generali stanno fra il 13 e il 17% del costo tecnico e l'utile d'impresa è il 10% (art. 5, c. 2 e 3, in vigore dal 1° aprile 2023). L'utile si calcola su costo più spese generali: per questo il prezzo vale da 1,243 a 1,287 volte il costo tecnico (art. 5, primo c. 4).
Facciamo finta che una voce costi 100 €, con spese generali al 15% (è un esempio inventato). Con le spese generali arrivi a 115 €; l'utile è il 10% di 115 €, cioè 11,50 €, e il prezzo è 126,50 €. Per questo 15% più 10% fa 26,5%, non 25%.
Per spese generali e utile d'impresa 2026 valgono queste regole, che non sono nuove: l'art. 5 dell'Allegato I.14 è lo stesso dal 1° aprile 2023 (letto su Normattiva il 20/10/2026).
Chi sceglie il punto fra 13 e 17? Per legge sono le norme generali di ogni prezzario a dare «le indicazioni sulle spese generali» (Allegato I.14, art. 2, c. 4, testo in vigore dal 31 dicembre 2024). Nei sette prezzari che abbiamo letto la percentuale è scritta, per esempio nelle avvertenze, nella guida alla lettura o nella nota metodologica.
Se il prezzario non ha una lavorazione prevista nel progetto di un'opera pubblica, il progettista può fare il prezzo con un'analisi (Allegato I.14, art. 5, c. 6, in vigore dal 1° aprile 2023). Le spese generali vanno fra il 13 e il 17%, «a seconda della importanza, della natura, della durata e di particolari esigenze dell'intervento», e l'utile resta al 10% (Allegato I.7, art. 31, c. 2, testo in vigore dal 31 dicembre 2024).
Quanto valgono regione per regione?
Qui ci sono solo le sette regioni di cui abbiamo letto l'atto.
Lombardia, D.G.R. n. XII/6071 del 27/04/2026; Lazio, DGR n. 101 del 14/04/2023 (Tariffa Edizione 2023); Sardegna, Delib. G.R. n. 32/68 del 24/06/2026; Toscana, DGR n. 1676 del 15/12/2025 (per l'utile, Allegato I.14, art. 5, c. 3); Emilia-Romagna, DGR n. 2231 del 22/12/2025; Piemonte, D.G.R. n. 12-2656 del 09/06/2026; Campania, Avvertenze del prezzario 2026. L'ultima colonna è un conto nostro: (1 + spese generali) × 1,10.
In tre regioni c'è qualcosa in più:
- in Lombardia, per i cantieri più complessi, le spese generali possono salire al 16% (livello Ca) o al 17% (livello Cb). Il livello, dice la Guida alla lettura, «viene attribuito dal progettista o, in ogni caso, dall'utilizzatore del Prezzario regionale»;
- nel Lazio la Tariffa scrive «26,50 %» in tutto, cioè spese generali al 15% «incrementati dagli utili dell'Impresa del 10%». Solo la manodopera a ore delle opere idrauliche e marittime (Parte F) ha un 25% per spese generali e utile;
- in Campania il 17% vale per «tutti i prezzi pubblicati dell'Elenco prezzi».
La lettera della Regione Emilia-Romagna dell'08/04/2025 parla del prezzario 2025, dove la frase su spese generali e utile era stata omessa «per mero errore materiale» (erano 16% e 10%). Nel prezzario 2026 la frase c'è.
Per le altre regioni non abbiamo letto l'atto: guarda le avvertenze del prezzario della tua regione.
Cosa vuol dire "importo senza S.G. e U.I."?
"Importo senza S.G. e U.I." vuol dire importo senza spese generali e utile d'impresa. È il costo della voce: il prezzo del prezzario meno le spese generali (S.G.) e l'utile (U.I.), e senza IVA.
La Regione Lombardia, nella Guida alla lettura del prezzario 2026, lo dice così: «Costo: definisce il valore in euro della voce, rilevato al netto delle spese generali (S.G.), dell'utile d'impresa (U.I.) e dell'IVA. Prezzo: definisce il valore in euro della voce; si ottiene a partire dal costo, aggiungendo le spese generali (S.G.) e gli utili d'impresa (U.I.).»
In Lombardia è una colonna dell'elenco, «Importo senza S.G. e U.I.», accanto a «Prezzo». In Campania il portale la chiama «Prezzo senza S. G. e U. I.». Nella Tariffa del Lazio il costo non è scritto: lo ricavi dividendo.
Due voci vere dei prezzari 2026. Il tramezzo da 8 cm della Lombardia ha un prezzo di 27,83 € al m² e, senza S.G. e U.I., 22,00 € (Parte 1, p. 49). Il manto in tegole e coppi alla romana della Campania (CAM26_E11.020.010.A) ha un prezzo di 42,66 €/mq e, sul portale, 33,14407 €/mq senza S.G. e U.I.
A cosa ti serve? Se rifai un'analisi o ci aggiungi le tue spese generali e il tuo utile, parti dal costo: partendo dal prezzo li avresti contati due volte.
Come passi dal prezzo al costo, e ritorno?
Sono due conti nostri, fatti con le regole dell'Allegato I.14:
- Dal costo al prezzo: costo × (1 + spese generali) × 1,10. Con il 15% vuol dire costo × 1,15 × 1,10, cioè costo × 1,265.
- Dal prezzo al costo: prezzo ÷ 1,265, o diviso il numero della tua regione nella tabella sopra.
Tre voci della Lombardia 2026, al m² e senza IVA:
| Voce | Costo | Prezzo |
|---|---|---|
| Massetto 5 cm | 15,06 € | 19,05 € |
| Tinteggiatura | 4,83 € | 6,11 € |
| Tramezzo 8 cm | 22,00 € | 27,83 € |
Prezzario Regione Lombardia 2026, Parte 1, pp. 438, 524 e 49 (la tinteggiatura è un'idropittura lavabile per interni). Il costo è la colonna «Importo senza S.G. e U.I.».
All'andata, 15,06 × 1,265 = 19,05 €; al ritorno, 19,05 ÷ 1,265 = 15,06 €. Sul tramezzo il conto è esatto: 27,83 ÷ 1,265 = 22,00 €.
L'errore da non fare è togliere il 26,5% dal prezzo. Facciamo finta che il prezzo sia 100 € (di nuovo un esempio inventato): meno 26,5% fa 73,50 €, ma il costo vero è 100 ÷ 1,265 = 79,05 €. Anche il «26,50 %» che leggi nella Tariffa del Lazio non si toglie dal prezzo: si divide per 1,265.
All'indietro puoi sbagliare di un centesimo, perché il prezzo pubblicato è arrotondato: in Campania 42,66 ÷ 1,287 fa circa 33,15 €, mentre la colonna del costo dice 33,14407 €. Dove la colonna c'è, leggi quella.
Con le spese generali al 16 o al 17% della Lombardia cambia solo il primo numero: 1,16 o 1,17 al posto di 1,15.
Come si contano le voci della sicurezza?
Gli oneri aziendali della sicurezza e i costi della sicurezza hanno nomi simili, ma sono due cose diverse. I primi, quelli dei rischi propri della tua attività, stanno dentro le spese generali di ogni voce e quindi sono già nel prezzo (Allegato I.14, art. 5, c. 7). La Tariffa del Lazio fa gli esempi: DPI, sorveglianza sanitaria, formazione dei lavoratori.
I costi della sicurezza sono quelli scritti nel PSC, nel DUVRI o nella stima della stazione appaltante (art. 5, c. 8). Non sono nel prezzo delle voci e nelle gare stanno fuori dall'importo a ribasso, come la manodopera (Codice, art. 41, c. 14, testo in vigore dal 31 dicembre 2024). In un'offerta, quindi, lo sconto sui costi della sicurezza non si fa.
Le voci che il prezzario mette sotto «Sicurezza» hanno solo le spese generali: la quota di utile del 10% «è sempre esclusa» (art. 5, c. 9). Poi ci sono due casi:
- se per la sicurezza usi una voce di un'altra parte del prezzario, togli l'utile dal prezzo: la legge dice «scorporando dallo stesso la quota di utile del 10 per cento», e quel costo non si ribassa (art. 5, c. 9). Il conto, nostro, è prezzo ÷ 1,10, perché l'utile è il 10% di costo più spese generali;
- se usi una voce «Sicurezza» per un lavoro che non è di sicurezza, aggiungi l'utile con «un coefficiente di moltiplicazione pari a uno virgola dieci»: moltiplichi per 1,10 l'importo pubblicato della voce, che ha già dentro le spese generali, e quel prezzo va a ribasso (art. 5, c. 10).
Per esempio, nel primo caso, sul tramezzo della Lombardia (non è una voce di sicurezza, serve solo per il conto): 27,83 ÷ 1,10 = 25,30 €, cioè costo più spese generali (22,00 × 1,15). Se invece togli il 10% del prezzo ottieni 25,05 €, che è sbagliato.
Cosa c'è dentro le spese generali?
L'elenco è nell'Allegato I.7, art. 31, c. 4 (testo in vigore dal 31 dicembre 2024), e l'Allegato I.14 lo ripete con parole un po' diverse (art. 5). Sono spese «comprese nel prezzo dei lavori e perciò a carico dell'appaltatore», cioè tue:
- le spese di contratto e l'imposta di registro, gli oneri finanziari, la cauzione o la garanzia, le polizze;
- la tua sede: la quota delle spese di organizzazione e gestione tecnica e amministrativa;
- la gestione amministrativa del personale di cantiere e la direzione tecnica di cantiere;
- impianto, manutenzione, illuminazione e smontaggio finale del cantiere, compreso l'uso di aree diverse da quelle messe a disposizione dal committente, senza le spese di sicurezza che non si ribassano;
- il trasporto di materiali e mezzi, gli attrezzi e le opere provvisionali;
- rilievi, tracciati e verifiche, anche su motivata richiesta del direttore dei lavori o del RUP, fino al collaudo;
- le vie d'accesso, le attrezzature e i mezzi di cantiere, i locali attrezzati per l'ufficio della direzione lavori;
- occupazioni temporanee, danni per piante abbattute, depositi di materiali, la custodia delle opere fino al collaudo;
- l'adeguamento del cantiere e gli oneri aziendali per la sicurezza dei lavoratori (D.Lgs. 81/2008);
- gli oneri scritti nel capitolato speciale d'appalto.
Ci sono anche «tutte le eventuali predisposizioni connesse alle singole lavorazioni» (Allegato I.14, art. 5, c. 7). In un lavoro pubblico, quindi, queste spese non le chiedi a parte: le paga il prezzo di ogni voce.
E in un lavoro privato?
Queste percentuali sono le regole dei prezzari regionali e degli appalti pubblici. In un lavoro privato le decidi tu, con il tuo cliente.
Le norme che fissano 13-17% e 10% parlano infatti di prezzari e appalti pubblici: per l'Allegato I.14 il prezzario opera «come strumento posto a supporto dell'intera filiera degli appalti pubblici» (art. 1, c. 1).
Se però parti dai prezzi delle lavorazioni del prezzario, hanno già dentro spese generali e utile. Se ci aggiungi sopra le tue, ti ritrovi con le spese generali contate due volte.
Quanto mettere tu, fra margine e ricarico, è un tema a parte: come calcolare il margine giusto in un preventivo edile.
Cosa cambia per la tua impresa
- Nei lavori pubblici il prezzo delle lavorazioni del prezzario paga già spese generali e utile: sede, impianto del cantiere, polizze e trasporti non li chiedi a parte.
- Se lavori sul costo, cioè la colonna senza S.G. e U.I., spese generali e utile li aggiungi tu, una volta sola.
- Per passare dal prezzo al costo si divide, e il numero cambia da regione a regione: 1,265, 1,276 o 1,287 nelle sette regioni della tabella.
- Le voci della sicurezza non hanno utile e non si ribassano: nell'offerta lo sconto su quelle non si fa.
- Nel privato le percentuali le decidi tu col cliente. Se parti dai prezzi delle lavorazioni del prezzario, ricordati che ce le hanno già dentro.
Cosa fare adesso
- Prima della prossima offerta, apri le avvertenze del prezzario della tua regione e cerca la percentuale di spese generali. Se non sai dove trovare il prezzario della tua regione, parti da lì.
- Quando prendi una voce, segna sia il prezzo sia il costo: la colonna senza S.G. e U.I., o il prezzo diviso il numero della tua regione.
- Nel preventivo privato parti dal costo e aggiungi una volta sola le tue spese generali e il tuo utile: ecco come calcolare il prezzo dal prezzario, con un esempio.
- Nell'offerta tieni separate le voci della sicurezza: niente utile e niente sconto.
- Per il tuo caso, chiedi al tuo commercialista o al progettista.
Domande frequenti
Le spese generali si calcolano sul costo o sul prezzo?
Sul costo. Per l'Allegato I.14 (art. 5, in vigore dal 1° aprile 2023) le spese generali sono fra 0,13 e 0,17 volte il costo tecnico, e l'utile del 10% si calcola su costo più spese generali. Il prezzo vale quindi da 1,243 a 1,287 volte il costo: per tornare al costo si divide.
L'utile d'impresa è sempre il 10%?
Nei prezzari regionali sì, e anche per le voci che il prezzario non ha, nei progetti pubblici (Allegato I.14, art. 5, c. 2; Allegato I.7, art. 31, c. 2). Le voci «Sicurezza» però non hanno utile (Allegato I.14, art. 5, c. 9). Nella Tariffa del Lazio 2023 la manodopera a ore delle opere idrauliche e marittime ha il 25% per spese generali e utile. Nel privato decidi tu.
Gli oneri della sicurezza sono nelle spese generali?
Quelli aziendali sì: gli oneri per i rischi propri della tua attività sono nelle spese generali di ogni voce, quindi nel prezzo (Allegato I.14, art. 5, c. 7). I costi della sicurezza del PSC, del DUVRI o della stima della stazione appaltante no: sono fuori dal prezzo delle voci e non si ribassano (art. 5, c. 7 e 8).
Perché la Lombardia ha tre percentuali?
La delibera 2026 conferma il 15% e consente il 16% per i cantieri di media complessità e il 17% per quelli di elevata complessità: nella Guida alla lettura sono i livelli Ca e Cb. Il livello viene attribuito «dal progettista o, in ogni caso, dall'utilizzatore del Prezzario regionale». Il resto è nella guida al prezzario della Lombardia.
Fonti
- Normattiva D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36, Codice dei contratti pubblici, dall'albero «Allegati»: Allegato I.7, art. 31, testo in vigore dal 31/12/2024; Allegato I.14, artt. 1-5, in vigore dal 1° aprile 2023 (l'art. 2 nel testo dal 31/12/2024). Letto il 20/10/2026
- Normattiva D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36, art. 41, testo in vigore dal 31/12/2024, letto il 20/10/2026
- Regione Lazio DGR n. 101 del 14/04/2023, Tariffa dei prezzi Edizione 2023: Avvertenze Generali alle pp. 6-10 e Parte F a p. 554 del file
- Regione Toscana DGR n. 1676 del 15/12/2025, Prezzario dei Lavori 2026
- Regione Piemonte D.G.R. n. 12-2656 del 09/06/2026, Prezzario 2026
- Regione Sardegna Delib. G.R. n. 32/68 del 24/06/2026, nota metodologica del prezzario 2026
Come è nato questo articolo
Abbiamo preparato questo articolo con l'aiuto di strumenti di intelligenza artificiale, partendo solo dagli atti ufficiali elencati nelle Fonti. Prima di pubblicarlo, una persona della Redazione Cantieri Hub l'ha letto per intero e ha controllato i fatti sulle fonti. La responsabilità di quello che pubblichiamo è di Cantieri Hub. Anche l'immagine di copertina è fatta con l'intelligenza artificiale, come dice l'etichetta «AI» nell'angolo: non è una foto vera.
L'articolo spiega la norma in generale: per il tuo caso chiedi al tuo commercialista, al consulente del lavoro o a un avvocato. Hai visto un errore? Scrivi a info@cantierihub.com: lo correggiamo e lo diciamo in cima all'articolo. Come lavoriamo



